20/03/2003

Dalle tre alle cinque di questo pomeriggio la libreria Feltrinelli nei pressi di p.zza della Repubblica a Roma (e presumo tutte le altre Feltrinelli in città, se non in Italia) è rimasta chiusa per protesta contro la guerra.
Mi trovavo lì proprio alle tre, quando un irremovibile dipendente mi ha gentilmente "lasciato fuori", mentre i clienti venivano rapidamente fatti uscire.
Pur rispettando la decisione, non mi trovo d'accordo con chi l'ha presa. Un luogo come una libreria, in un momento come questo, dovrebbe allungare l'orario di apertura, anziché accorciarlo. Dovrebbero tirare dentro la gente, invece che mandarla fuori, dovrebbero dare via i libri a prezzo ridotto, dovrebbero far sentire tutto il peso della "cultura" (con qualunque accezione la si intenda).

# 7:58 PM

Grande Aki. Il regista finlandese Aki Kaurismäki non andrà alla cerimonia degli oscar ne manderà nessun suo rappresentante per protesta contro l'azione militare usa in Irak.
Il suo film "The Man Without a Past" è candidato come miglior film straniero. I dettagli qui.

# 12:41 PM

Leggo qui che la casa editrice Wrox, quella dei libri d'informatica rossi con le faccione degli autori in copertina, è fallita a causa dell'insolvenza di una sua consociata americana. La notizia non è ancora ufficiale, ma non sembrano esserci dubbi (anche se mi sarei aspettato che ne parlasse slashdot).
Wrox pubblica(va) moltissimi libri (anche troppi) principalmente su linguaggi di programmazione e piattaforme di sviluppo varie e, negli anni, si era affermata come una delle migliori case editrici per smanettoni del pianeta.
Io, intanto, i libri geek li leggo qui.

# 11:39 AM

19/03/2003

Il Goethe Institute di Roma inizia oggi una retrospettiva su Rainer Werner Fassbinder, in assoluto il regista che amo di più. Sarà possibile vedere i lungometraggi (al cinema Trevi) e i film tv e documentari (al Goethe Institute). Qui il programma.
Fassbinder è stato un artista totale, regista, autore teatrale, attore, scrittore e musicista. Quando si parla di lui, si è portati a ricordare la sua impressionante produzione cinematografica, 42 lungometraggi in 12 anni, più una lunghissima serie di attività artistiche parallele.
Per me rappresenta il coraggio della sperimentazione continua e il coraggio dei sentimenti più semplici, la passione e la nostalgia, la disperazione e l'annullamento di se.
Una volta ho parlato con un operatore che conobbe Fassbinder sul set di un suo film girato in Italia. Fassbinder stava autodistruggendosi con droga e alcol. Arrivava sul set molto tardi, con gli occhiali scuri e sembrava completamente incapace di poter dirigere troupe e attori. Poi di colpo tornava in se e girava furiosamente scene su scene, bruciando intere pagine di sceneggiatura, ripetendo raramente i ciak. Andava avanti per ore per poi scomparire nella notte romana.

# 12:17 PM

18/03/2003

La lomografia è un approccio "anarchico" alla fotografia che si basa su 10 regole:

1 - Porta la tua lomo ovunque tu vada
2 - Usala sempre giorno e notte
3 - La lomografia non è un'interferenza nella tua vita, ma parte di essa
4 - Avvicinati il più possibile agli oggetti del tuo desiderio lomografico
5 - Non pensare
6 - Sii veloce
7 - Non devi sapere in anticipo cosa verrà catturato dalla tua pellicola
8 - Non devi saperlo neanche dopo
9 - Spara dall'anca
10 - Fregatene delle regole

Il termine deriva da Lomo, ossia il nome di una società russa specializzata in strumenti ottici per l'esercito che produce, ancora oggi, questa piccola macchina fotografica. La Lomo è in grado di produrre fotografie ricche di luminosità e di colore, anche in scarsa presenza di luce. Infatti la resa migliore si ha quando si fotografa negli interni o le luci notturne della città. Tutto ciò è reso possibile da un sensibilissimo esposimetro, dalle particolarità delle lenti e dei rivestimenti ottici.
Esistono diverse varianti della Lomo originale, ma il punto non sta nella tecnologia, quanto, appunto, nell'approccio, attorno al quale si è sviluppato un movimento artistico, la Lomografia.
Le foto lomografiche sono quasi sempre rubate, imperfette, sfocate, vignettate e storte ma eccezionalmente vive. A volte sembrano quadri astratti, altre ricordi cristallizati, altre ottimi esempi di fotogiornalismo (la Lomo è molto piccola).
Qui il portale con più risorse e informazioni.

# 7:05 PM

E così la guerra appare inevitabile. Bush concede altre 48 ora a Saddam Hussein e alla sua famiglia per lasciare l'Iraq, poi sarà guerra.
E' triste vedere come questo presidente americano, Tony Blair, Aznar abbiano tutti deliberatamente ignorato le implorazioni dell'intero pianeta, proseguendo per la loro strada.
Ieri ho visto Blair su mtv che parlava ai "giovani" di "costituzione di una democrazia" in Iraq, al termine del confilitto. Come si fa a parlare di democrazia, quando un intero pianeta scende in piazza per mandare un segnale ai rappresentanti del popolo e viene cosi spudoratamente ignorato?
Cosa significa?
Poi leggo che Colin Powell, ieri, durante la conferenza stampa ha detto che la seconda risoluzione "serviva solo alle opinioni pubbliche degli alleati". Piccolo, bastardo, ciccione, prepotente e arrogante.

# 9:16 AM

17/03/2003

Ho liquidato con due parole il film "The Hours" di Stephen Daldry in un post precedente. Visto che continua a tornarmi in mente, spendo ancora due parole sul film. Per prima cosa, non ho letto il libro. L'ho acquistai quando molto ado ne seguì l'uscita, ma dopo poche pagine lo abbandonai. Le mie parole, dunque, non nascono da un'analisi comparativa.
"The Hours" è un film che parla di sentimenti violenti, di vite vissute e che si vorrebbero vivere e di come la vita ci ponga davanti a scelte che, a volte, non è possibile non fare (il suicidio, la rinuncia, l'abbandono). Questi tre elementi fanno di "The Hours" un film "emozionante" e struggente, che precipita lo spettatore nelle vite di tre donne legate soprattutto dalla consapevolezza di non voler vivere una vita sola, con tutto ciò che una attitudine simile porta con sè.
Il cast è stellare, soprattutto la Streep e Nicole Kidman, che aggredisce letteralmente il personaggio di Virginia Woolf, offrendone un ritratto dolente e predestinato. Non sono d'accordo con le critiche di eccessiva teatralità nella recitazione: ho trovato le tre interpreti e gli attori di supporto lavorare sulla fragilità e sull'insicurezza dei personaggi in maniera convincente. Sarà che la regia di Daldry è veramente al servizio dei personaggi, con primi piani continui e una regia senza effetti (non so se per mancanza di talento o per scelta, non ho visto altri suoi film).
Ho letto in giro anche critiche alla musica di Glass: non mi ha infastidito, ma, per essere sincero, non posso dire di ricordarla. Forse perchè ho visto il film in lingua originale ed ero abbastanza preso a non perdermi le battute (mi chiedo, per altro, come il film doppiato sia riuscito a rendere certi modi di dire cosi americani del personaggio della Moore, certi "sweetheart" sussurrati e tristissimi).
E' un film riuscito, con una sceneggiatura solida e ben strutturata e alcuni difetti minori trascurabili.
Qui un sacco di recensioni sul film.

# 3:41 PM

16/03/2003

Altro piccolo sfogo riguardo al cattivo utilizzo di Internet in Italia (ok, lo so che ci sono cose mooolto più importanti, ma la vita di tutti i giorni ha diritto di essere il più serena possibile). Comunque, avendo terminato qualunque tipo di genere alimentare, compreso il mio allevamento di ragni, mi decido a fare la spesa. A Roma non ci sono molti supermercati aperti la domenica. So che uno di quelli aperti è Auchan di Casalbertone. Raggiungo il sito: il centro commerciale risulta aperto la domenica dalle 9 alle 21, anche troppo! La pagina avverte che "gli orari delle aperture domenicali sono da verificare telefonicamente", così telefono ma la linea risulta isolata o qualcosa del genere. Cerco altri numeri sulle Pagine Gialle, ma risultano tutti "morti".
Decido di andare comunque. In fondo il sito, ben fatto, con le mappine e tutto, è chiaro: il supermercato E' aperto. Mi faccio una mezz'ora di macchina, arrivo davanti al centro e lo scopro chiuso, ma con un cordiale cartello "Aperti la domenica dal 30 marzo".
Penso:
1) Che ci vuole a tenere aggiornato uno schifosissimo sito internet e scrivere che il centro commerciale sarà aperto anche la domenica a partire dal 30 marzo?
2) Perchè non fanno uno straccio di colletta per comprarsi non una segreteria telefonica (troppa grazia), ma un maledetto risponditore che avverte il poveraccio di turno che il centro è chiuso?
3) A cosa pensano che serva un sito Internet i responsabili commerciali di Auchan? Davvero pensano che qualcuno si vada a leggere "I nostri impegni", "Un giorno in Auchan" oppure "Chi siamo"? Dai, che lo sappiamo chi siete...

# 7:28 PM

Due nuovi cd, "You Are Free" di Cat Power e "Dehli9", doppio dei Tosca (alias Dorfmeister e Rupert Huber).
Sto ascoltando quello di Cat Power in continuazione, è uno di quei dischi che ci metti un po' ad avvicinare, poi le canzoni si fanno sempre più amichevoli e ti viene quasi da piangere per quanto sono belle. Il disco parte spedito, per rallentare con gli ultimi pezzi, solo piano e voce - voce dolcissima, ora ho capito a chi si è ispirata Beth Orton.
E' un disco da ascoltare con attenzione, al buio o durante un viaggio di notte, ricco di piccole, emozionanti sorprese. In alcuni pezzi suona la batteria Dave Grohl (ex Nirvana e ora Foo Fighters) e in altri un misterioso E.V. accompagna la cantante, facendole da controcanto cupo: si tratta di Eddie Vedder.
Peccato che siamo solo a marzo, sennò direi che è uno dei migliori cd del 2003.
Il Mucchio in edicola apre con un intervista a Cat Power (cioè Chan Marshall).
In realtà i cd da comprare dovevano essere tre, ma non riesco a trovare a Roma "In the Afternoon" degli L'Altra. Mi sa che devo comprarlo su amazon.

# 12:32 PM

15/03/2003

Wi-fi e hamburger. McDonald inizia ad offrire un servizio di Wireless Internet ai suoi avventori. Inizialmente sarà gratuito poi si pagheranno 3 US$ per un'ora di collegamento. Per ora solo alcuni ristoranti di New York offrono il servizio. I dettagli qui.
Non vado quasi mai da McDonald. Quando lo faccio è perchè sono in "Ambrogio-mode", cioè ho voglia di qualcosa di dolce e/o fritto. Dopo essermi seduto al tavolo, però, mi prende un tale sconforto che dopo 5 minuti sono fuori, soprattutto perchè i McDonald italiani sono spesso unti e maleodoranti. Credo che anche il mio laptop non gradirebbe di rimanere un'ora li dentro. Lui mangia sano.

# 2:09 PM

Detto, fatto. In due-dico-due click ho attivato un account di analisi del traffico su Web-Stat. Ad una cifra ragionevole mi tracciano vita, morte e miracoli dei visitatori del mio sito (non solo il blog). Naturalmente ho pagato con carta di credito, frustration-free.
Se gli americani non avessero bush...

# 12:15 PM

Racconto mattutino e riflessione sul perchè in Italia l'e-commerce non decolla.
Questa mattina decido di attivare un account per il controllo delle statistiche degli accessi sul mio sito (on line da 3 anni).
La scelta ricade su Shiny, azienda italiana che da anni si occupa di questo tipo di servizi.
Creo il mio account "Pro" e confermo il desiderio di pagare con carta di credito. Vengo rediretto su Banca Sella che gestisce le transazioni via carta di credito per Shiny (e già qui avrei qualcosa da dire, ma procediamo). La scelta delle carte è ampia, Diners, Mastercard e Visa. Vado con Diners, inserisco gli estremi della carta, clikko su "Procedi" e vengo informato che "la carta non è valida".
Tento con Mastercard, stesso risultato. Tento con Visa e ancora "carta non valida".
Dopo un altro paio di tentativi, rinuncio.
Ora sto cercando un equivalente di Shiny negli Stati Uniti dove sono sicuro che potrò attivare il mio account con quattro click, senza dover inserire 6 volte il numero di carta.
Mi rendo conto che Banca Sella possa avere problemi di collegamento con i server di verifica delle carte (anche se non dovrebbe accadere), ma allora perchè non avverte l'utente dell'indisponibilità del servizio?
Questo tipo di malfunzionamenti, a mio avviso, sono gravissimi e deleteri per una costituzione di una base di consumatori che abbia fiducia nell'e-commerce e non si senta costantemente minacciato dal mezzo.
Amen

# 11:06 AM

14/03/2003

Chissà perchè il giornalismo italiano è incapace di spiegare le tecnologie informatiche senza usare ardite metafore o, peggio, senza commettere errori grossolani e ridicoli. Oggi L'Espresso pubblica un articolo dal titolo "Caccia grossa all'hacker rosso", nel cui si parla di un presunto "super esperto di Internet" legato ai recenti ritorni di fiamma del terrorismo nostrano. I giornalisti Peter Gomez e Marco Lillo spiegano come dal 2000 ad oggi le email di rivendicazione degli omicidi D'Antona, Biagi e di altri attentati siano state mandate attraverso account Internet fantasma e di quanto sia difficile risalire a tali account e, soprattutto, ai reali mittenti. Alcune chicche dall'articolo:
"Anche qui la rivendicazione arriva via e-mail e questa volta attraverso un programma di navigazione poco comune. Chi ha armeggiato con quel comunicato utilizzava infatti Mozilla, un programma potentissimo che ha come logo una stella a cinque punte rossa bordata d'oro, nella quale compare un tirannosauro".
Chi va a spiegare a quelli di Mozilla che tra loro si nasconde un brigatista rosso italiano che è riuscito a modificare il logo del browser in modo che il simbolo delle BR risplenda su tutti i pc del pianeta?
E ancora: nell'articolo è spiegato che i palmari (Psion) ritrovati nelle borse dei due brigatisti coinvolti nella sparatoria ferroviaria della settimana scorsa contenevano file criptati e che gli investigatori stanno cercando di decriptare tali file. I due brigatisti usavano un "codice" (magari una chiave...) che "non è ancora stata individuata".
"E così torna sul tavolo degli inquirenti quella vecchia intercettazione [...], effettuata dalla Digos nel Livornese. In un casolare sotto osservazione [...] sono state intercettate due persone che trascrivevano una serie di numeri. Un ragazzo e una ragazza, ignoti alla Digos, sono stati al tavolo almeno un'ora a compiere questo lavoro."
Lo scenario descritto è da seconda guerra mondiale, dove le macchine cifranti erano ingombranti scatole di ferro e le chiavi di cifratura erano fatte da libroni fitti di pagine e pagine di lettere e numeri. Ma per favore...

# 4:32 PM

Da "Musica" di ieri, giovedi 13. Trafiletto sull'apparizione dei Placebo a Sanremo 2001:
Non dormi per due giorni, ti fanno saltare da un continente all'altro e ti sbattono su un palco di un festival che non conosci.
Prima di te si esibiscono dei tipi che cantano in sardo e poi devi lasciare il palco a dei ragazzini. Hai bevuto per noia tutto il pomeriggio e alla sera ti trovi davanti a una platea immobile, mentre canti una canzone su una droga. Cos'altro puoi fare se non sfasciare
tutto? Ed è proprio quello che hanno fatto i Placebo a Sanremo 2001, saliti sul palco dell'Ariston dopo gli Isola Song e prima dei Gazoza, presentati da una farfugliante Megan Gale. "Ci è sembrata la reazione più adatta, a quel tempo", ricorda Molko, cantante e front-man del gruppo. "Non dormivamo da due giorni e l'unica maniera per rimanere svegli era bere fin dal pomeriggio. E poi eravamo scazzati perchè nessuno ci aveva detto com'era il Festival. Ci sembrava di essere finiti in mezzo a una sciarada. A nessuno gliene fregava assolutamente niente di noi. Quando venne il nostro momento, c'erano in platea questi vecchi grassi in giacca e cravatta, con le loro donne in abito da sera. Qualcosa ha fatto click nella mia testa ed è scattata una reazione primordiale. Vaffanculo tutta 'sta roba, mi sono detto; non dovrei nemmeno essere qua! La sola cosa che mi è rimasta impressa nella memoria era la gente che dalla sala mi gridava: "Pezzo di merda...".

# 2:05 AM

11/03/2003

mmm...primo post da linux. Blogger.com è orribile su Mozilla/Linux. Stato un po' in giro, visto "The Hours" in originale. La Streep è bravissima, il film è notevole, anche se la regia è pressochè inesistente. Mi chiedo come riesca ancora vedere film doppiati in italiano.

# 11:35 PM

06/03/2003

Visto "La finestra di fronte" di Ferzan Ozpetek. Film non completamente riuscito, riesce ad emozionare a tratti.
Ozpetek, ancor più che in "Le Fate Ignoranti" tocca una varietà di temi, andandone ad approfondire, però, solo alcuni, come la memoria, il dolore di un amore perduto, le difficoltà della coppia all'interno della società aggressiva di oggi e generando un lieve senso di incompiutezza.
Al film avrebbe sicuramente giovato un'asciuttezza narrativa maggiore e un approfondimento dei personaggi centrali, che risultano un po' ritagliati su alcuni cliché del cinema contemporaneo italiano.
Ozpetek, come sempre, gira benissimo, vedere soprattutto il gioco di soggettive tra la Mezzogiorno e Bova che si spiano dalle rispettive "finestre di fronte" e, ancora una volta, dona a Roma uno sguardo inedito che fa della città un personaggio al pari degli altri.
Il gruppo di attori è ben amalgamato e, al di là di certi sopra-le-righe della Mezzogiorno e di una certa rigidità di Bova (forse parte del personaggio), sono tutti molto credibili nelle loro parti. Remo Girotti è grandissimo nel dar voce ad un personaggio difficile e amaro.

# 7:30 PM

05/03/2003

Forse bush potrebbe dare un'occhiata a questo sito, magari diventa un muezzin e si mette a cantare dal minareto di Bagdad.

# 11:07 AM

04/03/2003

Ehi, cameriere, c'è un server nella mia mosca!
Slashdot riporta il link al sito Fly che spiega come l'artista Garnet Hertz abbia installato un webserver all'interno di una mosca morta e poi esposto il tutto.
Ma leggiamo il project summary:
One dead fly with one microprocessor implanted into the fly body. The chip is a fully operational web server on the internet, and enables online viewers to enter and exit the fly corpse.

Il webserver gira su un chip Fairchild ACE1101VMT8 ed è letteralmente impiantato all'interno della mosca.
Il sito è corredato di filmato e immagini, nonchè dettagliate specifiche tecniche.
Se foste interessati all'installazione, potete contattare direttamente l'artista qui: garnet@conceptlab.com

# 2:42 PM

Dal mucchio selvaggio n° 521, intervista a Jesse Malin, "cantautore" nuiorkese che ha fatto "The fine art of self destruction", disco molto elogiato che ho ascoltato poco. Quello che dice qui lo sento molto vicino:

Tornando a te: nell'album c'è una canzone intitolata Riding On The Subway. Da come scrivi sembri veramente un attento osservatore della fauna che viaggia in metropolitana.
E' il mio unico mezzo di trasporto in città. Quella canzone parla dell'imbarazzo che si prova a stare seduti a fianco di qualcuno che ti pare interessante e con cui vorresti parlare. Ma sei troppo timido o nervoso e aspetti di prendere coraggio per farlo. Quando ti sei deciso, quello si alza e scende dal treno. La canzone parla di quel momento triste, quell'attimo in cui realizzi che hai perso l'unica occasione che avevi per conoscere una persona e scoprire cosa stava persando. Hai una possibilità su un miliardo di poterla incontrare di nuovo. [...] Questi pensieri sono figli di New York, una città che non cessa mai di ispirarti riflessioni, ansie, ambizioni e comportamenti. Basta fare un passo fuori di casa e lasciarsi avvolgere dalla città. Lì può succedere di tutto.

# 1:07 AM

Da un paio di mesi sembra che ci sia del movimento sulla scena IT europea, quei simpaticoni di headhunters britannici mi chiamano un paio di volte a settimana per propormi progetti qua e là per l'Europa (oppure sono io a mandargli il mio cv).
Comunque, parlando con loro al cellulare ho notato che tra la categoria si sono diffusi due modi di dire veramente irritanti: uno è "brilliant". Lo dicono di continuo:
- Ok, ti mando il cv
- Oh Brilliant!
oppure
- Si, certo che ho esperienza di software per il controllo di un nuclear plant...
- Brilliant!
L'altro è "good stuff", che usano più o meno nello stesso modo di "brilliant", ma mi fa innervosire ancora di più.

# 12:58 AM

Allora, nuovo mese, nuovi cd.
Era da un po' che gli giravo intorno al cd della Carla Bruni, la foto di copertina mi piaceva un sacco ma non mi azzardavo a comprarlo. Poi ho letto sul blog di Sofri che il cd è "carino", lei ha una "vocina", ecc. e alla fine l'ho comprato. Ora lo sto ascoltando nel mio laptop sul treno, quindi non sento quasi nulla, ma non sembra male.
Poi ho [ri]comprato la colonna sonora di Reservoir Dogs. L'avevo prestata taaanti anni fa ad una mia amica (Nadia, che fine hai fatto?) e non era mai tornata indietro. Ricordi la faceva a 10 euretti e cosi...
Gli ultimi cd che ho comprato e sui cui avevo riposto molte speranze mi hanno un po' deluso. Parlo dei Massive Attack e Nick Cave, soprattutto quest'ultimo.

# 12:57 AM

03/03/2003

Seguendo un post dal blog di La Pizia, sono capitato sul sito di Adam Connelly, artista, presumo americano, che dipinge olii su tela "pixelati" a tema erotico.
L'effetto pixelato fa si che l'immagine prenda forma man mano che l'osservatore si allontana dal quadro stesso. Da vicino, i quadri non sono altro che blocchi di colore complementari giustapposti. Si intuisce l'immagine.
Naturalmente ho comprato due stampe, spero arrivino presto.

# 4:56 PM

02/03/2003

Dall'Espresso di questa settimana:
"Contiene dodici cd ed è disponibile in nove colori diversi, dal rosso al mattone, il porta cd in vitello Togo con zip firmato Hermès. Costa 607 euro".
Mi chiedo: cos'è il vitello Togo? Un personaggio dei cartoni animati?
Se ho tanti cd pirata, come faccio a metterli lì dentro senza provare una sottile nausea?
Se compro uno di questi portacd in vitello Togo, l'unico modo per far sapere quanto l'ho pagato è lasciare lo scontrino attaccato, sennò pensano che l'ho comprato al negozio tutto-a-1000-lire.

# 8:31 PM

Primo log di una domenica pomeriggio avvolta nella nebbia. Il lago che vedo dalla mia finestra è inghiottito dalle nuvole, sembra di essere in aereo.

Dopo un bel pezzo, sono ri-capitato sul journal di moby, che è sempre divertente, soprattutto quando è in tour e scrive le sue cose dalle città in cui si trova.

In un post recente scrive la sua soluzione per la crisi irachena: considerato che la guerra costerà
agli stati uniti qualcosa come un trillione di dollari, perchè non comprarsi direttamente l'Iraq e regalare al dittatore un bell'orologio d'oro massiccio (stile brlscn/mediaset) e una villa?

# 4:43 PM

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