25/12/2003

Preziose le 50 pagine del librino di Alain Elkann sulla coppia Moravia Montanelli.
Elkann è stato amico di entrambi, prima Moravia negli anni '80 e poi Montanelli, dieci anni dopo. Dall'amicizia con il primo è poi scaturito il bel "Vita di Moravia", autobiografia scritta a due mani.
Ricordo che, il giorno del funerale di Moravia, saltai la scuola per andare in piazza del Campidoglio.

Alcune cose dal libro:

"Roma non è una città spirituale, Parigi è una città spirituale, una città di nuvole in movimento."
Fece una pausa e quindi aggiunse:
"Penso che morirò a Parigi. Del resto è nella tradizione italiana."
A. chiese sorpreso:
"Perchè nella tradizione italiana?"
Con un tono brusco, infastidito dall'ovvietà della domanda, Alberto rispose:
"Be', Rossini è morto a Parigi!"


"Lei non trova che la Callas avesse gusti piccolo-borgesi?"
L'altro lo guardò ammutolito e lui, imperterrito continuò:
"Sì, pensi che quando, insieme a Dacia e a Pasolini, siamo andati in Africa col lei, la Callas ci faceva portare le valigie e in camera sua ascoltava canzonette alla radio. Le piaceva ricevere mazzi di fiori, negli alberghi."


Qualche anno dopo, A. andò a fare un viaggio a Praga. Una notte sognò Federico Fellini e quindi, svegliandosi, telefono a casa Fellini. Rispose una donna che disse:
"Il maestro non è in casa. Se vuole dire a me."
A. rispose:
"No, è una cosa personale."
"Purtroppo è assente, ma se vuole dirmelo, posso riferire."
"No, è personale, si tratta di un sogno."
"Ah, allora aspetti che glielo passo subito."


Né Alberto né Indro davano alcuna importanza agli orpelli della scrittura. Usavano fogli bianchi "Extra Strong". Alberto alternava pennarelli giapponesi blu o neri, che comprava dovunque, con la sua macchina per scrivere azzurra Olivetti. Indro scriveva sulla sua Olivetti Lettera 22 di colore beige chiaro e correggeva con pennarelli neri "Tratto Clip"

Alberto aveva smesso di fumare quando A. lo aveva conosciuto. Indro, invece, che per anni aveva fumato le Turmac, si era messo a fumare le Philip Morris Light. Prima di accenderle, però, ne tagliava un pezzo. A. gli disse un giorno:
"Sei saggio, tagliandole fumi di meno."
"Macché, tirano meglio."

# 12:12 PM

24/12/2003

So...Christmas in Rome.

# 6:57 PM

14/12/2003

Mentre un'orrido americano esultava "We got him" e un branco di giornalisti inneggiava davanti alle immagini dello spietato dittatore a cui veniva ispezionato il palato (perchè non il culo, magari è lì che sono nascoste le armi chimiche) io combattevo una battaglia impari contro uno stormo di voraci papere e altri volatili (tra cui dei tronfissimi corvi neri) accortisi delle briciole che spargevo tra acqua e terra.
Tutto ci? succedeva in quel posto pacifico che è il Palmengarten di Francoforte, centanario parco in cui sono raccolte molte delle specie vegetali presenti sulla terra. Ci sono serre (tra cui uno dei pi? bei Tropicarium d'Europa) ma anche prati e laghetti e, soprattutto, poca gente e disciplinata. Un posto molto rilassante, in una città di per se già molto tranquilla. A pochi metri, l'ambascita americana, circondata da filo spinato, soldati energumeni, blindati e atmosfera da film di spie.

Ho rivisto La paura mangia l'anima di Fassbinder. Girato meglio di quanto sia sceneggiato, lascia comunque sconcertati. Mi ha infastidito un certo atteggiamento didascalico della vicenda, ma il film rimane uno dei migliori del nostro. Ho ritrovato intatta nella fotografia del film quella luce diurna che toglie contrasto agli oggetti - e agli animi, temo - e che percepisco qui a Francoforte, soprattutto la domenica mattina.

# 10:12 PM

11/12/2003

Stasera rissa al bar trendy di Francoforte. Tavoli sfasciati, bicchieri in frantumi, urla. Sembrava un film di Bud Spencer ma si sono menati per davvero.
Il mio amico persiano ed io ce ne stavamo in un angolo a bocca aperta. Ero più che altro in pensiero per la mia birra. Il mio amico mi ha raccontato che in Iran, ai suoi tempi, si tiravano fuori i coltelli durante queste risse.

# 1:12 AM

09/12/2003

Riappaio in Germania, pieno di buone intenzioni e dedito agli stessi vizi.
Il mio journal vive una vita tutta sua, non mi pensa più temo.
Per ora veleggio felice come un animale tra il venticinquesimo piano del mio nuovo ufficio e la mia casetta così chic, ma fredda (e gorgogliante come una foresta tropicale).
Spesso affamato, leggo poco. Consiglio, per chi ne ha voglia, Ai Padri Perdóno di Geminello Alvi, leggero monologo di un provinciale in viaggio tra Roma e S. Pietroburgo.
Rivisto anche un pò di Bergman e Fellini. Tento anche di scrivere una sceneggiatura da girare, se le cose vanno come previsto, a febbraio.
Roma non mi manca, non mi è mai mancata credo. Francoforte è come un aeroporto, meno male che c'è il fiume. Capisco Goethe che non la amava malgrado ci fosse nato.

# 9:43 PM

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